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Quattro giorni dopo l'evento del 28 novembre, nella tarda serata del 02 dicembre 2013, il Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC) dell'Etna ha prodotto un nuovo episodio di fontane di lava, il diciannovesimo da febbraio, con la formazione di alte fontane di lava, un'imponente colonna eruttiva e diverse colate laviche.

Fase calante dell'episodio parossistico del 02 dicembre 2013, intorno le 23:30. Si nota in primo piano, l'imponente colata di lava prodotta dal fianco sud-orientale e a sinistra un'ulteriore flusso proveniente dalla sella. Foto ripresa da Roberto Cattona
Fase calante dell'episodio parossistico del 02 dicembre 2013, intorno le 23:30. Si nota in primo piano, l'imponente colata di lava prodotta dal fianco sud-orientale e a sinistra un'ulteriore flusso proveniente dalla sella. Foto ripresa da Roberto Cattona

L'attività stromboliana al NSEC proseguita fino alla notte del 30 novembre, è cessata nella stessa mattinata; tuttavia le pessime condizioni meteo nei giorni successivi hanno reso impossibile l'osservazione della sommità fino al 02 dicembre, anche se non è da escludere la possibilità che durante quest'arco di tempo possano essere avvenuti alcuni eventi esplosivi.

CRATERE INTERESSATO: Nuovo Cratere di Sud-Est (parossismo)

DATA: 02 dicembre 2013

PAUSA DALL'EVENTO PRECEDENTE: 4 giorni

INIZIO EVENTO: Ore 21:00

FINE EVENTO: Ore 23:30

DURATA ACME: 1 ora circa

INTENSITÀ: Medio-Alta

DIREZIONE DEI VENTI: Ovest-Nordovest

COLATE: Dalla sella, dal fianco sud-orientale e dal fianco settentrionale

LIVELLO TREMORE VULCANICO: 400

La mattina del 02 dicembre non era più visibile alcuna attività al nuovo cono del SEC, mentre era presente sul fianco settentrionale del Cratere di Nord-Est (NEC) (foto sotto, a sinistra), uno scuro strato di materiale piroclastico, dovuto ad un ulteriore risveglio, maggiore di quello avvenuto la notte del 28-29 novembre. A partire dal primo pomeriggio, anche dal NSEC iniziavano ad avvenire le prime emissioni di cenere, ma un ulteriore peggioramento del meteo ha precluso l'osservazione visiva fino alla serata.

 

Nel corso del pomeriggio, si notava un graduale aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico, accompagnato in seguto anche da un incremento dei segnali sismici, legato alla ripresa dell'attività stromboliana al NSEC; pochi minuti prima delle 19:30, le condizioni meteorologiche hanno iniziato temporaneamente a migliorare, ed è stato possibile osservare i fenomeni per alcune decine di minuti, constatando che l'intensità delle esplosioni era ancora piuttosto bassa, mentre la frequenza era praticamente continua (foto sotto, a destra). I getti emessi, venivano lanciati fino ad un massimo di 200 metri oltre l'orlo craterico, per poi ricadere all'interno del cono e alle volte, anche sui fianchi.

Lo strato di materiale piroclastico sul fianco N-NE del NEC. Foto ripresa da Turi Caggegi
Lo strato di materiale piroclastico sul fianco N-NE del NEC. Foto ripresa da Turi Caggegi
Vivace attività stromboliana al NSEC. Foto ripresa da Davide Caudullo
Vivace attività stromboliana al NSEC. Foto ripresa da Davide Caudullo

Durante quest'arco di tempo, era inoltre visibile la formazione di una nube carica di gas e vapore alzarsi sopra la cima del NSEC, spinta dal vento verso ovest-nordovest. La visibilità era rimasta favorevole fino alle 20:10 circa, quando è nuovamente peggiorata per alcune ore, nel corso delle quali, si assistiva ad un aumento dell'attività eruttiva, che intorno le 20:45 è passata a fontane di lava, probabilmente ancora pulsanti.

Inizio della fontana sostenuta intorno le 22:30, da Tremestieri Etneo, fotografata da Boris Behncke
Inizio della fontana sostenuta intorno le 22:30, da Tremestieri Etneo, fotografata da Boris Behncke

Alle 21:30 circa, iniziava ad alzarsi per diversi chilometri oltre la cima dell'Etna, un'imponente colonna eruttiva, spinta dal vento in direzione ovest-nordovest, provocando abbondanti ricadute di materiale piroclastico nei pressi di Bronte.
Intorno le 22:00, ha avuto inizio il vero e proprio parossismo, con alte fontane sostenute che in alcuni casi hanno toccato i 700 metri di altezza oltre l'orlo craterico, provocando un'abbondante ricaduta di materiale incandescente sull'orlo occidentale del cono, in direzione del vecchio SEC: questa fase è stata a tratti visibile nelle zone pedemontane come Biancavilla, Tremestieri Etneo (foto sopra), Catania e Misterbianco. Successivamente, era visibile solamente un forte bagliore riflesso sulla coperture nuvolosa, che ha illuminato il cielo anche a distanza. 

La visibilità è leggermente migliorata pochi minuti prima delle 23:00 (foto sotto), per poi fornire, anche questa volta temporaneamente, il quadro completo degli eventi; un'imponente colata di lava, ben alimentata, scorreva dal fianco sud-orientale del cono, avanzando all'interno della Valle del Bove, prendendo un percorso differente da quello degli ultimi episodi parossistici, invece altri due flussi minori, avanzavano alla base meridionale del cono, prodotti rispettivamente dalla zona della sella e dall'abbondante ricaduta di materiale eruttivo (foto sotto, a destra), mentre era ancora in corso l'ultima fase del fontanamento sostenuto (foto sotto, a sinistra), prodotto da più di una singola bocca all'interno del cratere.

La fase calante della fontana sostenuta, prodotta da due bocche all'interno del cratere. Foto di Davide Caudullo
La fase calante della fontana sostenuta, prodotta da due bocche all'interno del cratere. Foto di Davide Caudullo
Dettaglio delle colate di lava in avanzamento. Foto di Davide Caudullo
Dettaglio delle colate di lava in avanzamento. Foto di Davide Caudullo

L'ultima fase della fontana sostenuta alle 23:02, ripresa da Acireale Nord da Davide Caudullo
L'ultima fase della fontana sostenuta alle 23:02, ripresa da Acireale Nord da Davide Caudullo

L'attività è velocemente diminuita intorno le 23:15, quando le fontane erano nuovamente passate da sostenute a pulsanti, formando alcuni getti che hanno toccato i 300 metri di altezza. La colata proveniente dal fianco sud-orientale, una volta raggiunta la base occidentale della Valle del Bove, arrivando ad una quota di 2000 metri circa, a contatto con la coltre nevosa ha generato un piccolo lahar (flusso di fango), che ha portato alla formazione di grosse colonne di vapore all'interno della valle (foto sotto). Poco dopo questa fase, era visibile un'ulteriore piccola colata dal fianco settentrionale del cono (sotto il quadro completo delle colate).

Alle 23:20, le fontane erano cessate del tutto, mentre avevano ceduto il posto a violente esplosioni stromboliane e grosse bolle di gas, che hanno prodotto imponenti onde d'urto e gettato materiale incandescente sui fianchi del cono e che diminuivano gradualmente in intensità. L'attività si è potuta osservare fino ad alcuni minuti prima delle 00:00 del 03 dicembre, per poi essere nuovamente nascosta dal peggioramento delle condizioni meteo in quota. Dai segnali sismici dell'INGV-OE, è stato possibile notare che l'attività è proseguita per la nottata e la mattinata successiva, per poi cessare completamente nel tardo mattino. Un miglioramento del meteo in serata, ha consentito di poter osservare che non era più visibile nessuna attività eruttiva, mentre erano ancora presenti alcuni punti incandescenti sui fianchi del cono (foto sotto).

Grossa bolla di gas e bolo di vapore dalla Valle del Bove, prodotto dal lahar. Foto ripresa da Davide Caudullo
Grossa bolla di gas e bolo di vapore dalla Valle del Bove, prodotto dal lahar. Foto ripresa da Davide Caudullo
Attività stromboliana al NSEC poco prima del nuovo peggioramento delle condizioni meteo. Foto di Davide Caudullo
Attività stromboliana al NSEC poco prima del nuovo peggioramento delle condizioni meteo. Foto di Davide Caudullo

Quadro completo delle colate laviche, e attività stromboliana intorno le 23:45. Foto ripresa da Davide Caudullo
Quadro completo delle colate laviche, e attività stromboliana intorno le 23:45. Foto ripresa da Davide Caudullo

L'episodio parossistico del 02 dicembre 2013, è il sesto evento dal 26 ottobre scorso, il diciannovesimo da febbraio 2013 e il quarataquattresimo da gennaio 2011, e rietra tra gli eventi classici della serie, con alte fontane di lava sostenute e una durata nè lunga, nè breve. Anche in questo caso il preludio ha avuto una durata di poche ore e la fase finale dell'episodio si è prolungata per molte ore dopo la cessazione del fontanamento. L'estensione della colata di lava dal fianco sud-orientale del cono è nettamente maggiore a quelle prodotte nel corso degli ultimi parossismi, mentre è minore l'estensione del flusso dalla zona tra i due crateri, rispetto l'episodio del 28 novembre.

Tuttavia, la crescita del cono piroclastico è stata poco cospicua, a causa della direzione del vento che ha spinto la fontana verso nord-ovest, innalzando notevolmente la zona della sella (ormai del tutto riempita) tra il vecchio ed il nuovo cono, che ormai si sono praticamente uniti (foto sotto); il fianco settentrionale ha subito una lieve crescita che lo ha portato a raggiungere il vecchio SEC, superando quindi i 290 metri, mentre il fianco meridionale non ha avuto ulteriori modifiche dall'ultimo evento. La lacuna sul fianco sud-orientale si è apliata, causando il crollo di un lieve spicchio dell'orlo. 

Il SEC all'alba del 05 dicembre, ripreso da Tremestieri Etneo da Boris Behncke
Il SEC all'alba del 05 dicembre, ripreso da Tremestieri Etneo da Boris Behncke

Il video dell'attività del 02 dicembre, ripreso da Acireale Nord da Davide Caudullo

Autore: Giorgio Costa

Pubblicato il: 03 dicembre 2013